Bersani è ormai un amico di Ravenna e ci viene volentieri ogni volta che glielo chiedono.
E glielo chiedono di frequente perché lui ha un fare che riesce, spesso, ad appianare i tanti dissidi tra amministrazione ed industriali, ed ha sempre una parola buona per noi, una volta disse che i ravennati erano bravissimi a fare convivere fianco a fianco lo sviluppo turistico e lo sviluppo industriale dell’area portuale, e che avremmo sicuramente saputo accettare un rigassificatore posto al largo delle nostre spiagge (in occasione di una conferenza sulla concorrenzialità presso la camera di commercio nell’ottobre del 2006).
Mi chiedo ancora se quella frase fosse una presa per il sedere o un complimento, sta di fatto che è una verità innegabile. Anche se … riflettendo … mi sembra che lo sviluppo turistico di Marina di Ravenna (un tempo “morta”) abbia avuto inizio dieci - quindici anni fa, guarda caso, in un periodo di profonda crisi del modello industriale ravennate con la chiusura ed il trasferimento di molte delle attività della ex Ferruzzi, la chiusura definitiva della raffineria SAROM, lo “smembramento” delle attività dell’Enichem.
Marina godeva finalmente, dopo 50 anni di un ambiente e di un aria che si stavano ripulendo dai miasmi delle raffinerie, le case ed i bagni costavano pochissimo rispetto ad altre località rivierasche ed è stato naturale che, anche in mancanza di regolamenti comunali ristrettivi per i bagni (come ad esempio a Cervia o a Rimini), si potessero attrarre i capitali per investire in attività alternative e di tendenza che richiamassero le masse dei giovani (quelli che spendono…) nei fine settimana.
Il 21 luglio Bersani torna a trovarci, questa volta per innaugurare il porto turistico di CasalBorsetti (sul quale i verdi credo abbiano qualcosa da ridire), per dare l’avvio alla variante della S.S. 16 di Alfonsine (ce n’era bisogno da sempre e sarei stato più contento che fosse venuto per innaugurarla, magari avendo contemplato anche di bypassare Mezzano), per partecipare alla presentazione del progetto “un ponte verso i combustibili ad emissione zero”, che consiste nella realizzazione di un impianto per fornire combustibili “ultra ecologici” basati su metano (CNG) ed idrogeno rinnovabile da bioetanolo (bio-idrogeno), da usare sugli autobus dell’ATM.
Questo progetto viene proposto dalla Rosetti Marino s.p.a., un’azienda storica per lo sviluppo della tecnologia del gas naturale in Italia e per la fornitura di piattaforme per l’industria estrattiva off-shore in tutto il mondo.
L’interesse di questa azienda per le energie rinnovabili mi sembra piuttosto strano.
Non metto minimamente in dubbio la capacità impiantistica e le soluzioni tecnologiche che vengono proposte per trattare un elemento così “sottile” come l’idrogeno.
Ma suona stonato il ricorso al bio-etanolo per produrre del “bio-idrogeno”. Leggi il resto… »