A proposito del rigassificatore
Scritto mercoledì, 25 marzo 2009 da admin
schema della tecnologia EXXMAR Bridge
(è un po’ lungo ma non spaventatevi)
In questi ultimi mesi, ed ancora oggi con l’apertura del OMC (Offshore Mediterranean Conference & Hexhibition), la questione del rigassificatore di Ravenna viene portata all’attenzione della comunità con una campagna informativa del PdL che incalza pressa e tira per la giacca il primo cittadino; questi tenta di smarcarsi dicendo di non volere fare il primo passo ma lasciare che sia il governo a chiedere, sperando così di ottenere qualcosa in più per la città.
Le due posizioni, sebbene distinguibili (si può fare se non si vede; si deve fare), concordano sull’utilità della infrastruttura e sul fatto che qualche vantaggio ci sarà.
Vorrei vederci chiaro e perciò mi permetto di analizzare la questione con qualche numero ed alcune considerazioni di carattere politico economico. Se non altro perché a Ravenna di questa cosa se ne parla già da tre anni, ma, se non è solo la mia impressione, credo che ci troviamo in un mondo abbastanza diverso da quello vissuto fino a soltanto 6 mesi fa.
Fino a due anni fa c’erano previsioni di crescita del consumo energetico del nostro paese del 100% al traguardo del 2030. Nelle ipotesi che si facevano il raddoppio era in gran parte sostenuto dal gas metano, che a livello industriale avrebbe sostituito l’olio minerale, soprattutto per la produzione di energia elettrica, ed anche negli usi civili avrebbe avuto un notevole incremento nel riscaldamento e per l’autotrazione.
In quel periodo, pur in assenza di un benché minimo piano energetico nazionale, e sotto una spinta emotiva, come troppo spesso avviene in Italia, si pensò di incrementare e diversificare le fonti di approvvigionamento.
Restando al metano si avviarono alcuni progetti per la connessione via pipelines con nuovi e vecchi fornitori(*) e, soprattutto, si attivò un meccanismo di incentivazione alla costruzione dei rigassificatori, col risultato di avere, ad oggi, almeno 16 tra proposte progetti e opere in via di realizzazione. Questo incentivo, datato 2005(**), prevede in sostanza un Fattore di Garanzia “che assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80% di ricavi di riferimento”, “tale copertura è riconosciuta dal sistema tariffario del trasporto (rete, ndr) e ha durata per un periodo di 20 anni”. Siccome i ricavi di riferimento sono ricollegabili per la maggior parte ai costi fissi (costruzione, rate bancarie) che rappresentano il 95% nella gestione complessiva dell’impianto, ecco che si è creato un meccanismo tale che il rigassificatore potrà sempre essere ripagato in 20 anni anche quando non “lavori”, in questo caso a scapito degli utenti della rete, ovvero i consumatori italiani.

La Ribollita rappresenta il piatto toscano probabilmente più conosciuto (dopo la bistecca) ed è l’emblema di questa tendenza “naturalmente salutista” della cucina toscana.
Il 18 giugno l’associazione ASUD ha partecipato all’audizione periodica dell’Autorità per l’Energia ed il Gas
Già da tempo ho sollevato su questo blog lo scandaloso retroscena tutto italiano sulla scelta (politica) dei rigassificatori. Voglio girarvi questo appello partito già dal 3 settembre 2006, da me aggiornato con gli ultimi sviluppi di una scandalosa realtà che purtroppo non riesce a coinvolgere la cittadinanza italiana in modo tale da formare una massa critica:
Sono fantastici! Che pensata!



