Il TAR blocca il rigassificatore di Livorno
Scritto giovedì, 31 luglio 2008 da admin
Il Tar della toscana ha accolto i ricorsi di Greenpeace e del comitato di Livorno. Attendiamo di leggere la sentenza (ora è stata pubblicata) e nel frattempo non possiamo che esprimere il nostro compiacimento.
Qui la nota emessa dell’agenzia Dire che riporta alcune dichiarazioni del responsabile di Greenpeace:
ROMA - Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso di Greenpeace e quello del Comitato di Pisa e Livorno insieme a Medicina Democratica e Forum Ambientalista contro il rigassificatore offshore di Livorno-Pisa. “Di conseguenza, l’autorizzazione a suo tempo concessa alla prima area marina industriale in un’area marina protetta è stata annullata”.Il ricorso era stato presentato a ottobre 2007 quando Greenpeace “prima aveva sollevato dubbi sulla legittimità dell’operazione e in seguito aveva scoperto le prove di un clamoroso falso in atto pubblico: il decreto di valutazione di impatto ambientale (Via) che autorizzava l’impianto mentiva nell’affermare che il Comitato di Pilotaggio del Santuario dei Cetacei aveva espresso un parere positivo sulla compatibilità tra rigassificatore e Santuario”.
“Non conosciamo ancora le motivazioni del Tar ma ne siamo sicuri: quel rigassificatore era e resta illegale”, dichiara Alessandro Giannì, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. “Il mare non può essere dichiarato zona industriale, tanto più un’area dichiarata protetta come il Santuario dei Cetacei e i rigassificatori sono, per la direttiva Seveso, siti industriali pericolosi. Sappiamo di altri progetti di rigassificatore offshore in Italia: ci opporremo a ogni ipotesi di industrializzazione del mare”.
Greenpeace ha portato questa vicenda all’attenzione del segretariato del Santuario dei Cetacei (”mai avvertito dalle autorità italiane”), del Parlamento europeo e della Convenzione contro l’inquinamento marino (Marpol) “per impedire che altri simili, folli, progetti vengano realizzati”.



