Un triste panorama energetico

Dopo il casino fatto con l’ordine dei medici Bersani è volato a Bruxelles per sostenere il carbone pulito di Enel.
Esistono diversi progetti internazionali ed europei (ad esempio ZEP) per la ricerca sulla cattura e lo stoccaggio della CO2, e recentemente Enel ha annunciato l’investimento di 300 Milioni di euro in due impianti sperimentali a Brindisi, uno per il trattamento dei fumi e l’altro per un sistema a combustione con acqua e ossigeno puro (Oxy firing).
In questo mio commento ad un articolo di Beppe Caravita pubblicato sul Sole 24 Ore, esprimo i miei dubbi ed i miei timori sull’ipotesi del CCS (carbon capture and storage). Dubbi che non riguardano la ricerca, ci mancherebbe, quella deve essere fatta, se non altro per le ricadute di tecnologia.
Sembra però che Enel abbia fatto i conti considerando di guadagnarci col business del CCS. In pratica dice: se riesco a sottrarre all’atmosfera un tot di CO2 allora posso vendere questo credito sul mercato a chi non ha la possibilità di abbattere le sue emissioni; così quello può continuare a produrre la sua energia ed io ci guadagno qualcosa che mi serve ad abbattere i costi della tecnologia che uso per produrre energia pulita. Che, detta così non sembra neanche male…
Bersani è andato ad esporre la sua ricetta all’Europa per vedere se gli sovvenziona questo modo di combattere la CO2.
Mi sa però che oltre a volere “la botte piena e la moglie ubriaca” vogliano anche “legare il cane con la salsiccia”
Certo che il business che si apre ai monopolisti dell’energia, alle società petrolifere ed alle loro consociate di servizio, è gigantesco.
Però …
Di seguito riporto la notizia dell’agenzia AGI ed un commento sul CCS di Massimo Ippolito (che è l’inventore della più promettente intuizione per produrre energia pulita, il KiteGen).
di Massimo Ippolito
Alcune cose sul sequestro della CO2:
Il sequestro della CO2 é un processo che é ancora ampiamente nella fase di ricerca di base, quindi in uno stadio piú remoto rispetto al KiteGen. In realtá é abbastanza facile sequestrare il CO2 dai camini delle centrali ma il processo attuale é molto costoso in termini enegetici, specialmente se si aggiunge la problematica dello stoccaggio definitivo.
Quindi con le tecnologie attuali sequestrare carbonio significa abbassare l’efficienza della centrale circa alla metá, che porta a dover consumare il doppio del cabone per la stessa energia dispacciata, oppure la metá dell’energia elettrica a paritá di carbone consumato.
Il mercato del carbone é sotto stress da ampia crescita della domanda, non é credibile che possa essere sostenuto un raddoppio del consumo per questioni di sequestro della CO2.La cosa é abbastanza verificabile, in modo analogo ma non sul CO2, a Fusina, la nuova centrale Enel a carbone pulito: Gli assorbimenti ausiliari della centrale sono attestati sul 10% di inverno e 20% d’estate per alimentare il processo di raffreddamento e di sequestro degli ossidi di azoto e biossidi di zolfo, che peraltro e efficiente solo al 65%, ovvero un terzo degli ossidi di azoto o di zolfo continuano ad essere immessi in atmosfera.
Quindi attribuibili al puro sequestro vi é un 8% dell’energia prodotta ovvero un aumento di consumo di carbone di pari entitá, ma per delle sostanze che sono solo una piccola parte delle emissioni.
Anche Silvestrini ne parla in questo editoriale:I gas intrappolati possono sfuggire provocando rischi di soffocamento delle popolazioni coinvolte:
Si tratta di ricerca ancora da fare
quindi senza dire come sostengono gli ambientalisti (noi!
) che il carbone pulito semplicemente non esiste, i problemi da affrontare e le invenzioni ancora da fare, per ottenere una versione di sequestro usabile industrialmente, fanno impallidire, come ambiziositá anche il KiteGen.
Agenzia AGI
(AGI) - Roma, 5 ott. - La Stampa si occupa di una lettera inviata dal ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani a Andris Piebalgs, responsabile Ue per l’ Energia e spiega i ‘piani italiani per ‘catturare’ l’ anidride carbonica’. ‘Senza nucleare per volonta’ referendaria - osserva il quotidiano torinese nelle sue pagine economiche -, l’Italia dell’ energia non ha scelta: se vuole garantirsi una produzione elettrica sostenibile dal punto di vista ambientale, deve puntare tutto sui combustibili fossili e far sparire l’ anidride carbonica, principale imputato dell’ effetto serra. Tecnicamente si chiama ‘cattura e sequestro del CO2′ - si legge nell’ articolo -, vuol dire prendere la sostanza incriminata e ‘nasconderla’ in serbatoi naturali, in genere ex giacimenti di gas svuotati. Il governo ritiene che gli arbitri della strategia debbano essere i grossi operatori tipo Enel, ma e’ persuaso che la loro azione vada sostenuta da un piano di incentivi coordinato fra stati e Unione europea. E’ con questo in mente - aggiunge il quotidiano diretto da Giulio Anselmi - che il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani (che oggi a Bruxelles vede lo sceriffo Antitrust Neelie Kroes) ha scritto ad Andris Piebalgs, responsabile Ue per l’ Energia, per illustrare la sua ricetta anti-Co2. Nella lettera l’ esponente di governo definisce la via della cattura e dello stoccaggio dell’ anidride carbonica ‘come la soluzione promettente per garantire la sostenibilita’ ambientale della produzione elettrica”.
marzo 9th, 2008 at 15:14
[...] serra) in uscita dalle centrali. Non hanno considerato che, almeno con le tecnologie attuali, catturare l’anidride carbonica significa dimezzare l’efficienza di una centrale. Ossia usare una doppia quantità di carbone per produrre la stessa energia elettrica. Si stima [...]